20 maggio: Cessione d'azienda e demansionamento del lavoratore: conseguenze

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Corte di Cassazione
Ordinanza n. 13787 del 20 maggio 2021
L’art. 2103 del codice civile prevede: "In caso di modifica degli assetti organizzativi aziendali che incide sulla posizione del lavoratore, lo stesso può essere assegnato a mansioni appartenenti al livello di inquadramento inferiore purché rientranti nella medesima categoria legale. Il mutamento di mansioni è accompagnato, ove necessario, dall’assolvimento dell’obbligo formativo, il cui mancato adempimento non determina comunque la nullità dell’atto di assegnazione delle nuove mansioni. Ulteriori ipotesi di assegnazione di mansioni appartenenti al livello di inquadramento inferiore, purché rientranti nella medesima categoria legale, possono essere previste dai contratti collettivi". Nel caso affrontato dalla Corte è stata accertata l’illegittimità della cessione di ramo d'azienda. Conseguentemente, al dipendente, vittima di demansionamento, spetta il risarcimento, che è posto a carico della sola azienda che utilizza la prestazione lavorativa.

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Contenzioso, conciliazione, arbitrato CORTE DI CASSAZIONE Ordinanza 20 maggio 2021.pdf -
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