15 giugno: Verifiche sulla genuinità del distacco transnazionale

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InL
Nota n. 936 del 15 giugno 2021
La Corte di Giustizia UE, con Sentenza Cgue -784/19 “Team power Europe”, depositata il 3 giugno u.s., è intervenuta sul complesso tema della tutela sociale da garantire a lavoratori somministrati nell’ambito di un distacco transnazionale. Con riguardo alla materia previdenziale, come noto, il principio di riferimento è quello espresso dall’art. 11, par. 3, lett. a) del Regolamento (CE) n. 883/2004, secondo il quale la persona che esercita un’attività subordinata nel territorio di uno Stato membro è soggetta alla legislazione di tale Stato membro. In alcune situazioni particolari, tuttavia, l’applicazione della regola generale subisce delle eccezioni, perché “rischierebbe non già di evitare, bensì, al contrario, di creare, tanto per il lavoratore quanto per il datore di lavoro e gli enti previdenziali, complicazioni amministrative che potrebbero ostacolare l’esercizio della libera circolazione delle persone rientranti nell’ambito di applicazione del suddetto regolamento” (punto 35 della sentenza e giurisprudenza ivi citata). Tra tali eccezioni rientra l’istituto del distacco (di cui all’art. 12 del Regolamento (CE) n. 883/2004), secondo il quale la persona che esercita un’attività subordinata in uno Stato membro per conto di un datore di lavoro “che vi esercita abitualmente le sue attività ed è da questo distaccata, per svolgervi un lavoro per suo conto, in un altro Stato membro rimane soggetta alla legislazione del primo Stato membro (…)”. A tal fine, occorre, secondo la Corte, che la società interinale svolga parimenti e “in maniera significativa” attività di messa a disposizione di tali lavoratori nello Stato membro in cui è stabilita. Poiché è fatto divieto alle imprese di approfittare di dinamiche di dumping, l’Ispettorato ribadisce la necessità di verificare, ai fini della genuinità del distacco, che l'attività svolta nel Paese di stabilimento dall'impresa distaccante non consista nella mera amministrazione o gestione interna. A tal fine e in presenza di un'attività di selezione e reclutamento del personale effettuata nel Paese di stabilimento, l'assoluta prevalenza della messa a disposizione del personale presso Stati membri diversi comporta la contestazione della genuinità del distacco e l'avvio della procedura, a cura dell'Inps, di contestazione dei certificati A1 eventualmente rilasciati dallo SM di stabilimento.

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Stranieri e lavoro all'estero INL-Nota936-2021-distacco-transnazionale.pdf -
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