13 ottobre 21: Provvedimenti di interdizione anticipata e post partum: chiarimenti

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Nota prot. n. 1550 del 13 ottobre 2021
Sono stati forniti chiarimenti sulle procedure di rilascio dei provvedimenti di interdizione anticipata e post partum, ex D.Lgs. n. 151/2001. In particolare, l’Ispettorato si occupa:
- della data di decorrenza della interdizione spettante alla lavoratrice che non può essere assegnata ad altre mansioni,
- del recupero dei giorni di congedo non fruiti ante partum per via della interdizione anticipata.
DECORRENZA DEL’INTERDIZIONE
In merito alla questione riguardante la necessità di individuare la data di decorrenza dell’interdizione nei casi cui all’art. 17, c. 2 lett. b) e c), del D. Lgs. n. 151/2001 – “quando le condizioni di lavoro o ambientali siano ritenute pregiudizievoli alla salute della donna e del bambino” e “quando la lavoratrice non possa essere spostata ad altre mansioni” – e in particolare se la stessa debba coincidere con quella dell’istanza o con quella del provvedimento autorizzatorio, l’Ispettorato evidenzia che la disciplina contempla una sola ipotesi in cui l’Ispettorato può disporre l’immediata decorrenza dell’astensione dal lavoro ed è quella prevista dall’art. 18 del Dpr n. 1026/1976 secondo il quale “ferma restando la facoltà di successivi accertamenti, l'Ispettorato del lavoro può disporre immediatamente l'astensione dal lavoro allorquando il datore di lavoro, anche tramite la lavoratrice (…), produca una dichiarazione di quest'ultimo nella quale risulti in modo chiaro, sulla base di elementi tecnici attinenti all'organizzazione aziendale, la impossibilità di adibirla ad altre mansioni”.
RECUPERO DEI GIORNI DI CONGEDO NON FRUITI ANTE PARTUM
L’Ispettorato richiama la nota prot. n. 553 del 2 aprile 2021. In essa era stato chiarito che il principio contenuto nell’art. 16, c. 1 lett. d), del D. Lgs. n. 151/2001 – secondo cui i giorni antecedenti la data presunta del parto non goduti a titolo di astensione obbligatoria vanno aggiunti al periodo di congedo da fruire dopo il parto – trova applicazione anche nelle ipotesi di interdizione fino al settimo mese dopo il parto e pertanto i giorni di congedo obbligatorio ante partum non fruiti si aggiungono al termine della fruizione dei sette mesi decorrenti dalla data effettiva del parto. In tal senso, anche in relazione ai provvedimenti disposti ex art. 7, c. 6, D.Lgs. n. 151/2001, deve essere indicata la data effettiva del parto dalla quale decorrono i sette mesi di interdizione post partum ai quali sommare i giorni non goduti a causa del parto prematuro.

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Moduli e adempimenti INL-nota1550-2021-procedure-provvedimenti-maternità.pdf -
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