13 ottobre 21: Qualificazione del rapporto di lavoro: chiarimenti

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Nota prot. n. 1551 del 13 ottobre 2021
Sono stati forniti chiarimenti ai Comitati di lavoro, con riguardo alle decisioni sui ricorsi amministrativi “avverso gli atti di accertamento dell'Ispettorato nazionale del lavoro e gli atti di accertamento degli Enti previdenziali e assicurativi che abbiano ad oggetto la sussistenza o la qualificazione dei rapporti di lavoro”.
QUALIFICAZIONE DEL RAPPORTO
La “qualificazione” del rapporto di lavoro, sottolinea l’Ispettorato va riferita alle ipotesi in cui, benché non sia controversa la sussistenza del rapporto (dato quindi per esistente), l’organo ispettivo abbia contestato la sua qualificazione in relazione alla tipologia contrattuale utilizzata. In proposito, quindi, si ritiene che la competenza del Comitato sia circoscritta alla valutazione della fattispecie negoziale alla quale sono ricondotte le prestazioni lavorative, tant’è che lo stesso – entro i limiti della specificità delle censure fatte valere in ricorso, in conformità al principio di corrispondenza “tra il chiesto e il pronunciato” di derivazione civilistica ex art. 112 c.p.c. – procede al riesame delle ragioni che hanno indotto l’organo di vigilanza a inquadrare diversamente il rapporto contrattuale rispetto all’iniziale qualificazione datane dalle parti. La Nota precisa che possono essere discussi dal Comitato i ricorsi concernenti la sussistenza dei requisiti ex art. 2, D.Lgs. n. 81/2015, benché in tali casi non si è in presenza di una vera e propria “riqualificazione” del rapporto quanto ad una estensione delle tutele del lavoro subordinato alle collaborazioni “che si concretano in prestazioni di lavoro prevalentemente personali, continuative e le cui modalità di esecuzione sono organizzate dal committente”. Non ritiene invece che rientrino nelle competenze del Comitato gli accertamenti sul regime orario effettivo della prestazione lavorativa nell’ambito di un rapporto di lavoro subordinato (accertamento orario full time in luogo del part time).
PROFILI OPERATIVI
Dalla presentazione tempestiva del ricorso decorrono i 90 giorni concessi al Comitato per decidere. Decorso inutilmente il termine previsto per la decisione il ricorso si intende respinto”. Superati i 90 giorni e pur a fronte del “silenzio significativo” è sempre possibile, da parte del Comitato, adottare una decisione espressa purché la stessa intervenga entro un arco temporale ragionevolmente contenuto rispetto alla scadenza del termine.

Allegati
Argomento Anteprima/Download Descrizione
Contenzioso, conciliazione, arbitrato INL NOta 1551 del 13 ottobre 2021.pdf -
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