Ministero del Lavoro
Decreto Direttoriale n. 227 dell'11 maggio 2026
Comunicato del 12 maggio 2026
Il Ministero rende noto che è stato pubblicato il Decreto Direttoriale n. 227 dell'11 maggio 2026 che aggiorna e sostituisce le “Linee Guida in materia di attivazione, funzionamento e vigilanza dei fondi paritetici interprofessionali per la formazione continua di cui all’articolo 118 della Legge 23 dicembre 2000 n. 388” e relativi allegati adottati con Decreto Direttoriale n. 8 del 9 gennaio 2026.
FINALITÀ DEL DECRETO DIRETTORIALE
Come anticipato, con il D.D. n. 227 dell’11 maggio 2026, il Ministero del Lavoro ha aggiornato integralmente le Linee Guida sui Fondi paritetici interprofessionali per la formazione continua, sostituendo quelle emanate a gennaio 2026. La riforma non si limita a un semplice aggiornamento tecnico, ma ridefinisce in modo significativo il sistema di governance, controllo e gestione dei Fondi.
Le nuove Linee Guida rafforzano il ruolo dei Fondi come strumenti centrali delle politiche attive del lavoro e della formazione continua, con particolare attenzione alle competenze digitali, ecologiche e all’occupabilità. Viene valorizzato il collegamento con il Piano Nazionale Nuove Competenze e con il sistema duale, mentre scompare il riferimento alle misure di accesso flessibile alla pensione. Nel complesso, la riforma mira a rendere i Fondi interprofessionali più flessibili, controllati e coerenti con le nuove esigenze del mercato del lavoro e della formazione continua.
DECORRENZA DELLE NUOVE DISPOSIZIONI
Il Ministero chiarisce espressamente che le Linee Guida entrano in vigore dal 12 maggio 2026 senza effetti retroattivi. Questo evita conseguenze su procedure, rendicontazioni o assetti organizzativi già consolidati secondo la disciplina precedente.
I CONTROLLI
Sul piano dei controlli, viene rinviato al 1° gennaio 2030 l’avvio delle verifiche ministeriali per il mantenimento dell’autorizzazione dei Fondi. La nuova disciplina adotta inoltre un approccio meno rigido: la revoca dell’autorizzazione resta prevista solo nei casi di irregolarità non sanabili o non corrette entro i termini assegnati.
LA GOVERNANCE
Importanti modifiche riguardano anche la governance. Le nuove regole introducono maggiore flessibilità nell’organizzazione interna dei Fondi, attenuano l’impatto immediato del limite massimo di durata degli incarichi e sostituiscono alcuni divieti rigidi con verifiche concrete sui conflitti di interesse. Viene inoltre fissato al 1° ottobre 2026 il termine entro cui i Fondi devono adeguare Statuti e Regolamenti.
ADESIONI E MOBILITÀ
Per quanto riguarda adesioni e mobilità delle imprese tra Fondi, viene introdotto un vincolo di permanenza minima di 12 mesi prima di poter effettuare una nuova adesione o mobilità. Cambia anche il criterio economico di riferimento: non si guarda più alle somme “versate”, ma a quelle effettivamente “incassate” dal Fondo.
ASPETTO ECONOMICO E FORMATIVO
Sul versante economico e formativo, la riforma amplia le spese finanziabili, includendo anche i canoni delle piattaforme per la formazione a distanza. Cambia inoltre il sistema di calcolo delle spese di funzionamento, con criteri più articolati e un tetto massimo complessivo del 20%.
ATTIVITÀ FORMATIVE
Le nuove Linee Guida intervengono anche sulle attività formative, rafforzando i principi di trasparenza, analisi dei fabbisogni e qualità dei piani formativi. Vengono ridefinite le regole sulle deleghe a soggetti terzi, vietando la subdelega e attribuendo comunque al soggetto attuatore la piena responsabilità verso il Fondo.
Tema Novità principali
Provvedimento D.D. n. 227 dell’11 maggio 2026 del Ministero del Lavoro
Decorrenza Dal 12 maggio 2026 senza effetti retroattivi
Obiettivo della riforma Rafforzare il ruolo dei Fondi nelle politiche attive e nella formazione continua
Riferimenti strategici Piano Nazionale Nuove Competenze, transizione digitale/ecologica, sistema duale
Elemento eliminato Rimosso il riferimento all’accesso flessibile alla pensione
Verifiche ministeriali Avvio posticipato dal 2029 al 2030
Revoca autorizzazione Prevista solo per irregolarità non sanabili o non corrette
Spese di funzionamento Nuovi criteri di calcolo e limite massimo del 20%
Deroghe spese Possibili massimo due volte in dieci anni
Fondi di nuova autorizzazione Maggiorazioni delle spese di funzionamento per i primi anni
Governance Maggiore flessibilità organizzativa e regole meno rigide sugli incarichi
Conflitti di interesse Verifiche concrete invece di incompatibilità automatiche
Adeguamento
Statuti e Regolamenti Termine fissato al 1° ottobre 2026
Mobilità tra Fondi Blocco di 12 mesi prima di una nuova mobilità
Criterio economico Rilevano le somme “incassate” e non più quelle “versate”
Formazione a distanza (FAD) Ammessi anche i canoni delle piattaforme digitali
Piani formativi Rafforzata l’analisi dei fabbisogni e la qualità progettuale
Deleghe a terzi Vietata la subdelega; responsabilità sempre in capo al soggetto attuatore
Controlli e rendicontazione Procedure più flessibili e maggiore utilizzo di strumenti digitali