Agenzia delle Entrate,
Risposta a Interpello n. 63/E del 3 marzo 2026
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che anche il pagamento degli avvisi bonari può essere considerato nel calcolo dei versamenti utili per ottenere il Durf (Documento Unico di Regolarità Fiscale). Il Durf è richiesto alle imprese appaltatrici che partecipano a appalti di importo complessivo superiore a 200.000 euro e serve a dimostrare la regolarità fiscale. Per ottenerlo, l’impresa deve aver effettuato, negli ultimi tre anni d’imposta, versamenti registrati nel conto fiscale pari ad almeno il 10% dei ricavi o compensi dichiarati. Nel calcolo rientrano i versamenti effettuati tramite modello F24 per tributi, contributi e premi Inail. L’Agenzia ha precisato che sono validi anche i pagamenti degli avvisi bonari (comunicazioni di irregolarità o avvisi telematici da controllo automatizzato), perché dimostrano la volontà di adempiere agli obblighi fiscali. Restano invece esclusi i pagamenti relativi a debiti iscritti a ruolo.