Corte di Cassazione
Sentenza n. 11276 del 27 aprile 2026
La sentenza della Corte di Cassazione affronta il tema dell’efficacia delle certificazioni dei contratti rilasciate da commissioni istituite presso enti bilaterali privi dei requisiti previsti dalla legge. Nel caso esaminato, un contratto di appalto era stato certificato da una commissione la cui legittimazione era fortemente dubbia, sia per la mancanza della necessaria rappresentatività delle associazioni costitutive sia per incertezze sulla sua effettiva operatività. La Cassazione ha affermato che una simile certificazione non può impedire all’Ispettorato del lavoro di svolgere accertamenti e contestare eventuali illeciti. Infatti, il sistema previsto dal D. Lgs. n. 276/2003 presuppone che la certificazione provenga da una commissione validamente costituita e autorizzata dalla legge. Se manca questo requisito essenziale, non si è di fronte a un semplice vizio procedurale, ma a un difetto che colpisce alla radice il potere stesso di certificare, rendendo l’atto inidoneo a produrre gli effetti tipici della certificazione. In sintesi, secondo la decisione della Corte:
- una certificazione validamente rilasciata è opponibile anche alle autorità ispettive e produce effetti fino al suo eventuale annullamento;
- diversamente, una certificazione emessa da un organismo privo dei requisiti legali non può essere considerata una vera certificazione e, proprio per questo, non è idonea a vincolare l’attività ispettiva.
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