Corte di giustizia UE
Sentenza del 29 gennaio 2026 causa n. C-668/24
Una ballerina della Fondazione Teatro alla Scala aveva chiesto il riconoscimento della natura subordinata del rapporto e la conversione a tempo indeterminato, denunciando l’abuso di contratti a termine. Dopo il nuovo orientamento della Cassazione (S.U. 5542/2023), che nel settore lirico-sinfonico esclude la conversione e ammette solo il risarcimento (anche per presunzioni) e responsabilità dei dirigenti, il giudice ha investito la Corte di giustizia UE. La Corte UE ha chiarito che:
1. la Direttiva 1999/70/CE non impone la conversione automatica, ma richiede rimedi effettivi, proporzionati e dissuasivi contro l’abuso;
2. è legittimo escludere la conversione in un settore specifico se esistono altre misure realmente efficaci;
3. il risarcimento può essere idoneo, purché non simbolico e concretamente adeguato (anche oltre eventuali massimali, se si prova un danno maggiore);
4. eventuali sanzioni ai dirigenti possono rafforzare la tutela, ma spetta al giudice nazionale verificarne l’effettività.