Corte di Giustizia dell’Unione Europea
Sentenza del 14 aprile 2026 (causa C-418/24)
La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che le misure adottate in Spagna contro l’abuso dei contratti a tempo determinato nel settore pubblico non sono adeguate né a sanzionare l’abuso né a rimediare alle sue conseguenze. In particolare:
trasformare i contratti in un rapporto “a tempo indeterminato non permanente” non risolve la precarietà, perché resta di fatto un rapporto temporaneo;
le indennità previste alla cessazione sono insufficienti, anche per via dei limiti massimi applicati;
il sistema di responsabilità della P.A. è inadeguato se è vago e non accompagnato da misure efficaci, proporzionate e dissuasive,
le procedure di selezione che valorizzano l’esperienza non bastano, perché non tutelano specificamente le vittime dell’abuso.
La Corte precisa che spetta ai giudici nazionali (in questo caso la Corte Suprema spagnola) applicare il diritto interno, ma chiede di verificare se le norme nazionali siano effettivamente chiare, applicabili e capaci di sanzionare gli abusi in modo efficace.